Antonio Pioletti

Gaetano Lalomia

Eliana Creazzo

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Gli ambiti storico-linguistico-letterari sui quali si è incentrata l’attività di ricerca di Antonio Pioletti sono relativi alle letterature francese medievale, spagnola medievale e italiana delle origini, nonché ad autori delle letterature moderne e contemporanee. Il suo metodo di ricerca, fondato sulla centralità del testo e sull’applicazione di un rigoroso “comparativismo filologico”, lo ha indotto a estendere i suoi interessi anche verso la letteratura classica, greca e latina, le letterature celtiche, le letterature anglo-sassone e tedesca alto-medievale, la letteratura bizantina e le letterature orientali. I suoi studi sono stati altresì sempre accompagnati da un accentuato interesse per la teoria della letteratura e per le principali questioni di metodo aperte nel campo degli studi di critica letteraria. In particolare, ha trattato la dimensione cronotopica di numerosi testi. Si è altresì dedicato alla critica dei non pochi stereotipi ancora circolanti negli studi filologico-letterari, ad esempio sulle origini del romanzo e sui caratteri dell’epica.

Soprattutto negli ultimi anni, ha rivolto la sua attenzione anche ai risvolti metodologici legati all’applicazione nell’ambito della didattica e della formazione dei contenuti e dei metodi propri degli studi filologici romanzi.

In particolare, campi di ricerca sono stati: la materia arturiana, l’interpretazione di singole opere tra le più significative del panorama romanzo medievale, aspetti della Divina Commedia di Dante Alighieri, i rapporti fra letterature romanze e orientali, il cronotopo letterario, la rappresentazione letteraria dell’alterità, la formazione di un canone letterario euromediterraneo, diverse questioni teoriche, dal processo di formazione del romanzo al rapporto fra monologismo e dialogismo nell’epica, dalla categoria di dialogo e dialogicità al costituirsi del soggetto e dell’Io lirico nella storia delle letterature, dalla categoria di “ora della leggibilità” al collocarsi degli studi filologici nel definirsi di un’idea di Europa.

Si è occupato di letteratura siciliana, italiana, castigliana, catalana e francese medievali.

I generi letterari studiati ruotano fondamentalmente nell’ambito della narrazione, in particolare si è occupato di narrativa breve e di romanzo. Per quanto attiene il primo ambito si è concentrato sul Calila e Dimna approfondendo alcuni aspetti tematici di rilievo, come la comicità, la rappresentazione del conflitto, la verbalizzazione della bugia. Si è anche interessato di altri testi di narrativa breve (in lingua italiana, catalana e francese medievali) che in certa misura risentono dell’influsso della novellistica orientale con il fine di studiarne la struttura macrotestuale, oltre a tenere in considerazione la centralità del concetto della trasmissione del sapere e della memoria, due aspetti fondamentali nella letteratura gnomico-sapienziale orientale che giunge in Occidente. Accanto a tale filone ha altresì intensificato le ricerche sul versante della concettualizzazione metaforica con particolare attenzione alla categoria di “amore” e “ira”. L’interesse verso i rapporti tra Oriente e Occidente ha prodotto anche l’analisi delle relazioni tra il Decameron e le Mille e una notte, ponendosi così il centrale problema della diffusione della raccolta orientale nel Medioevo romanzo occidentale.

Sul versante del romanzo medievale ha focalizzato l’attenzione sulle forme narrative romanzesche in prosa prodotte in Castiglia nel corso del Medioevo, con particolare riferimento al cronotopo e alla questione della commistione dei generi che soggiace in questi testi. In merito al cronotopo va segnalato il contributo monografico sui romanzi prodotti dal secolo XIV al XVI. Non sono mancati inoltre contributi volti a sondare alcuni aspetti tematici quali la prigione e il rapporto “oltraggio/vendetta”. Di recente ha pubblicato l’edizione critica dell’Olivieri di Castiglia, un romanzo che è traduzione italiana di una versione spagnola del Quattrocento che, a sua volta, è traduzione di una versione francese tardo-medievale.

Recentemente ha intrapreso lo studio del romanzo di Alessandro; una monografia, infatti, è interamente dedicata ai problemi ecdotici che la versione castigliana del romanzo prospetta, mentre un recente studio sullo spazio nei principali romanzi medievali (quelli antico-francesi di Alexandre de Bernai e di Thomas de Kent, e quello castigliano) mette in evidenza come la percezione dello spazio conquistato da Alessandro sia centrale nella narrazione, ma diversa da testo a testo. Nel 2014 ha guidato un progetto di ricerca finanziato dall’Ateneo dell’Università degli Studi di Catania sul tempo e lo spazio nei romanzi di Alessandro fra Oriente e Occidente, dando vita al progetto finanziato dall’Ateneo di Catania dal titolo ARA (Atlante dei Romanzi di Alessandro). Per il biennio 2020-2022 è coordinatore del progetto finanziato dall’Ateneo di Catania dal titolo Eros romanzo e moderno.

Eliana Creazzo è Professore Associato di Filologia romanza presso l’Università di Catania – SC 10/E1 Filologie e Letterature Medio-latina e romanza. Si è occupata prevalentemente di letteratura francese medievale. In prospettiva comparatistica – un comparativismo allargato, eurasiatico – ha indagato le forme della cornice narrativa, con particolare riferimento al Barlaam e Josaphat, e i percorsi dell’immaginario letterario legato alla Sicilia dei secoli XI-XIII, con approfondimenti sui testi legati alla Leggenda di Artù nell’Etna. Ha poi orientato i suoi studi verso la produzione arturiana tarda – si veda il lavoro di analisi e traduzione italiana de Le Chevalier du Papegau – , ponendo attenzione agli aspetti legati all’intertestualità, alla dimensione cronotopica e alla ricezione. Il suo principale campo di ricerca è attualmente relativo alla mistica femminile medievale, soprattutto di area italiana, con un lavoro di edizione in corso dei volgarizzamenti italiani del Liber di Angela da Foligno. Ha inoltre avviato percorsi di ricerca sul Roman d’Alexandre, sul sistema delle emozioni nel Floriant et Florete e sul ruolo del cavallo nel mito e nella letteratura.

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